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Desidera avvocato?

Big Tits

Desidera avvocato?
“Ho chiamato Paola. Chi è lei, signorina?”
“La signorina Paola è assente per malattia, direttore. Io la sostituisco io. Sono Francesca”
“Giovanna è in studio?”
“Non c’è nemmeno la signora Giovanna E’ in ferie, avvocato”
“Ah, già! E’ in ferie! Maledizione! Francesca da quanto tempo è con noi in studio?”
Francesca è stata chiamata dall’avvocato titolare dello studio nella sua stanza. Al suo posto fino a due gironi prima c’era Paola che ha preso dei giorni di ferie.
“Sono stata assunta tra anni fa, avvocato!” ha risposto Francesca stando in piedi di fronte all’uomo che era seduto alla scrivania del suo studio personale.
“Ho capito. Quindi per oggi sostituisce la signorina Paola?”
“Si, avvocato. Lo studio sarebbe rimasto senza una segretaria ed allora ho preso il suo posto. E’ già successo altre volte. La aiuto e la sostituisco quando si assenta. Paola mi ha spiegato quali sono i compiti”
“Paola le ha anche spiegato i dettagli della mansione?”
“Sì. Mi sto dando da afre. Certo che ci sono tante cose da fare e faccio del mio meglio per cercare di imparare”
“Vede Francesca, la signorina Paola ha anche dei compiti che definirei un po’ particolari, sì piuttosto delicati e molto personali che definirei intimi. Ne avete parlato, per caso?”
Ciò che le aveva appena detto l’uomo le ha ricordato le istruzioni di Paola e la riservatezza assoluta. Proprio quel che sapeva l’ha fatta arrossire ed ha abbassato lo sguardo quasi vergognandosene.
“Sì, avvocato. Me ne ha parlato …” e non ha concluso la frase.
Le parole di Francesca hanno tranquillizzato l’avvocato. Lo sguardo dell’uomo si è rilassato ed è rapidamente tornato professionale e le ha detto “Bene Francesca! Si avvicini, si faccia vedere bene. Non pensa che la debba vedere bene, bella com’è!”
Francesca, pur abituata a simili ed anche maggiori complimenti, ha fatto un passo in avanti fermandosi a pochi metri dalla scrivania. L’uomo si levato dalla poltrona e le ha girato intorno guardandola. In quei minuti imbarazzantissimi lei sentiva il peso di quello sguardo che la scrutava minuziosamente.
Francesca teneva lo sguardo basso anche se avrebbe voluto tenerlo alto per guardare l’uomo in viso e possibilmente sedurlo per avere qualche miglioria o benefit in qualunque forma avesse lui voluto.
“Niente male” ha commentato compiaciuto l’avvocato, stando in piedi dietro di lei.
A lei era chiaro che si trattava di una ispezione per decidere se il suo corpo fosse stato di gradimento per lui.
Infatti si è espresso così: “Bel visino, bel portamento. Bel seno e belle gambe” e con una mano ha sollevato un lembo della minigonna sulla parte esterna della gamba destra. “mmmm, bene! Autoreggenti, bene! Molto bene!”
Francesca sapendo che l’uomo le avrebbe chiesto qualcosa di personale come le aveva riferito Paola, aveva indossato una camicetta aderente i cui bottoni sembrava dovessero strappare il tessuto ma davano benissimo l’idea delle sue mammelle che, a causa della forma della camicetta, erano più prominenti del solito. Inoltre quel capo era tenuto aperto nei bottoni superiori proprio per esporre il solco e la forma tondeggiante delle singole tette. Per completare il look Francesca indossava una minigonna a mezza coscia con spacco laterale, autoreggenti nere ma semitrasparenti ma sostenute da reggicalze, perizoma a stringhe di colore acqua marina con triangolino anteriore molto piccolo che era difficile da vedere stando in piedi. Ai piedi tacchi alti 8 centimetri che la rendevano sobriamente sexy.
Lui dopo
L’avvocato si è posizionato davanti a lei appoggiandosi al il bordo della scrivania con il sedere.
“Che ne direbbe, signorina, di sostituire la signorina Paola per quelle mansioni … diciamo … particolari? Si sente all’altezza?”
Francesca arrossì, se possibile, ancora di più.
Paola era molto bella ed appariscente. Il suo portamento era da gran donna. Era una giovane donna matura vestita sempre molto elegante ed in modo raffinato. Usava capi di gran classe e raffinati. Gioielli di valore ma spesso minimalisti. Una caratteristica della donna erano le scarpe sempre con tacco da dieci centimetri.
In studio tutte le ragazze si chiedevano come potesse sopportare quella tortura. L’altra domanda che si facevano era il come potesse permettersi gli indumenti, le scarpe ed i gioielli che indossava. La risposta era, non si sa se per invidia o per verità, che facesse la escort ma non in studio.
Francesca non era certo come Paola ma aveva delle somiglianze in molti lati del suo carattere.
All’uomo davanti a lei ha risposto “Cerco di fare del mio meglio, dottore!” e lui ha immediatamente risposto “Lo vedremo subito. Si inginocchi, signorina, la metto subito alla prova! Vediamo come si comporta. Paola lascia sempre un alto grado di soddisfazione con la bocca!”
Era ormai chiaro che si trattava di prestazioni sessuali. Chi mai l’avrebbe immaginato che la bella e sofisticata Paola facesse sesso con gli avvocati? Girava voce che se la facesse con uno ma tutte erano in dubbio; personalmente lei non immaginava assolutamente che il titolare dello studio fosse il suo amante.
Eppure Paola era sposata ed il suo uomo era anche bello e molte di loro se lo avrebbero fatto lì sede stante.
“Lo so” mormorò Francesca e, inginocchiandosi, con un filo di voce, ha ripetuto “Faccio del mio meglio, dottore” nel destreggiarsi con le mani decise nel aprire cintura e zip.
Nel giro di pochi istanti si trovo al cospetto di un cazzo di dimensioni notevoli che dalla posizione in cui si trovava sembrava ancora più grande e maestoso.
Istintivamente lo ha preso in una delle sue mani delicatamente ed ha scoperto il glande pian pianino, scoprendolo e ricoprendolo. Quel cazzo era duro, caldo e pulsante e lei istintivamente ha deglutito continuando ad osservarlo come incantata. Quel cazzo aveva qualcosa che la attraeva e la lasciava stordita; lo riteneva bello e virile e già pensava a quanto l’avrebbe fatta godere se lo avesse avuto dentro.
L’uomo ha mugolato qualcosa di incomprensibile e lei ha pensato che dovesse prenderlo in bocca. Infatti ha avvicinato la testa al pene leccandolo dal glande alla radice.
Da quando gli aveva allentato i pantaloni, la meraviglia di Francesca era tanta perché aveva visto che lui era depilato e sperava che lo fosse completamente. Lei desiderava in quel momento che lui fosse liscio affinché ci fosse un contatto maggiore, oltre alla bocca, con il corpo.
Ha leccato più volte il cazzo turgido e caldo con le vene ben gonfie e si è presa cura di sfiorare alla base del glande il canale che lo circonda, infine se lo ha sistemato in modo da averlo puntato contro le labbra e si è dedicato a slinguare la cappella con morbidi movimenti rotatori.
L’uomo respirava più forte e l’ha lasciata fare per capire quanto fosse capace di farlo godere. Poi ha portato la mano destra sulla nuca di Francesca e stringendo tra le dita i capelli l’ha tirata verso di sé e lei ha risposto a quell’invito spalancando le labbra lasciandosi penetrare in bocca dall’ingombrante fallo dell’uomo fino alla gola per qualche istante. Se avesse proseguito l’avrebbe soffocata ma lui era preso dalla voglia e, sempre tenendo la testa fra le mani, ha imposto un ritmo di ampi va e vieni finché la ragazza non ha dato seguito muovendosi con la stessa frequenza. Lui soddisfatto l’ha lasciata fare e lei ha potuto continuare da sola.
L’eccitazione era tale che lui ha iniziato a dire “Sììh, bene così! Hai una bella bocca tenera! Brava! Mi sembri un po’ inesperta … ma te la cavi benissimo. Sei proprio una brava troietta succhiacazzi!” e senza dirlo lui ha pensato “Anche Paola, però, non se la cava affatto male!”

Francesca incoraggiata da quelle parole di apprezzamento si è sentita rincuorata ed ha sentito qualcosa di bagnato tra le grandi labbra: era eccitata.
Lei ha sentito che lui mormorava dei piccoli “mh… mh… mh…” che accompagnavano i movimenti della sua testa ed erano iniziati anche commenti che in un ambiate sobrio sarebbero stati osceni tipo “Sei brava. Si vede che ti piace. L’esperienza te la faccio fare io con questo cazzo. Vedrai quanto me la godo questa tua boccuccia di troia. Ti faccio fare gli straordinari”
A quel punto Francesca, senza indugi ha fatto dei lunghi e profondi respiri per andare in apnea ed ha spinto la sua testa affinché la cappella gonfia scivolasse fino alla gola e non si è fermata lì; voleva soddisfare e superare Paola portando quel grosso cazzo tanto dentro la sua bocca al punto da toccare la radice ed il pube dell’uomo con il labbro superiore.
Lui nel sentire il suo sesso in fondo è esploso, a voce non bassa, in un “Wow! Lo prendi in gola! Quanto sei puttana. Hai imparato presto, troietta! Che puttanella ingorda! Oddio, mi fai impazzire!”
Francesca non poteva ripetere quella intrusione in gola per molte volte di seguito ma è riuscita a farlo un paio di volte su e giù, poi ha strabuzzato gli occhi e, tutta rossa in viso, ha estratto velocemente il cazzo dalla bocca, tossendo.
“Mi scusi, non ce la facevo più. Stavo per soffocare, mi scusi. Lei ha un bel cazzo molto grosso e bello”
lui, compiaciuto del complimento, “Non ti preoccupare, troietta vedrai che ti abituerai. Adesso leccami le palle. Hai visto che sono depilato, così sentirò meglio la tua lingua!” ed ha offerto lo scroto con il cazzo puntato in alto tenuto tra due dita.
Francesca ha eseguito ubbidiente e, mentre teneva la bocca e la lingua impegnate a leccare i testicoli, ha ripreso ad accarezzarlo su e giù con la mano come se gli facesse una sega.
L’uomo ha goduto per un po’ tanto la carezza di quella lingua umida e guizzante, quanto lo spettacolo di lei inginocchiata, tutta concentrata sui suoi testicoli. Poi ha guardato l’orologio ed ha sospirato per un disappunto che Francesca ignorava. Infatti l’avvocato si è girato con il busto per toccare il telefono interno e dire cercando di dissimulare gli ansiti di eccitazione “Signorina, dovrebbe farmi la cortesia di avvertire il cliente delle 17 che l’appuntamento previsto slitta di due ore. Quindi prima delle 19 sarò occupato e non voglio essere disturbato” ed ha chiuso la comunicazione dopo la risposta positiva di Cristina, segretaria che gestiva i clienti.
Poi si rivolgendosi a Francesca “Ho deciso di dedicarmi un po’ più di tempo a te. Sono sicuro che vale la pena conoscerti meglio” ed ha indicato le poltrone ed un divanetto in un angolo della stanza.
“Dovresti andare su quel divano, inginocchiarti e chinarti sulla spalliera. Abbassa il perizoma e mostrami bene il culetto”
Per Francesca non era certo una novità fare ciò che le veniva chiesto ma doveva far finta di essere ingenua.
“Subito, avvocato!” ed in pochi secondi ha eseguito la richiesta e l’uomo ha potuto ammirarla.
Le scarpine con il tacco alto, i piedi e le caviglie, sporgevano nel vuoto, oltre l’orlo del cuscino di pelle del divano. Dalla caviglia sinistra pendeva il perizoma di pizzo nero dall’aspetto umido e stropicciato. La banda elastica delle due autoreggenti nere, intarsiata a motivi floreali era la cornice ideale alla rotondità di un bel culetto liscio e chiaro al cui centro il buchetto anale e le morbide pieghe della figa.
Francesca si era tirata su il gonnellino striminzito che indossava.
Inoltre il pensiero che il suo fidanzato Alberto fosse a pochi metri da lei che faceva sesso con un altro la eccitava molto.
L’uomo maturo senza distogliere lo sguardo da tanto ben di dio, si è liberato delle scarpe, calze, pantaloni e boxer.
Il cazzo turgido si ergeva orgogliosamente tra i lembi della camicia bianca e l’estremità inferiore della cravatta che non ha levato in preda alla voglia di scoparla.
Francesca aspettava immobile, esposta, vulnerabile, mentre l’uomo si attardava ammirandola anche pregustando quelle delizie che lei gli offriva stringendosi nella mano destra la verga vibrante.
I secondi passavano piano e poi, senza preavviso, le ha messo due dita nella figa.
Francesca ha sussultato ma lui ha interpretato come un segno di piacere quel movimento fatto. In realtà le dita sono scivolate dentro senza resistenze perché era molto bagnata.
Con un paio di colpi di mano al suo cazzo lui lo ha portato al massimo stadio di durezza, quindi ha lo ha appoggiato tra le grandi labbra e lo ha spinto dentro alla vagina.
Francesca ha sussultato e si è lasciata sfuggire un gridolino. Era bagnata, non ancora larga e quel cazzo era notevole.
L’uomo l’ha pompata subito con decisione godendo la sensazione delle pareti della vagina che si erano adattate alle dimensioni dell’asta. Accrescevano le sensazioni i sospiri di godimento di Francesca che crescevano di intensità man mano che la scopava.
Lui da uomo di vecchie concezioni morali pensava “A queste puttanelle di oggi basta dar loro un cazzo da succhiare e subito hanno un lago tra le gambe! Guarda questa! Vedi come gode a prendere questo cazzo nella fighetta!”
Intanto guardava compiaciuto il bordo della vagina allargato affinché potesse tenere dentro quel bastone di carne che scivolava piacevolmente dentro e fuori che Francesca ricopriva di scintillanti tracce lucide.
Lui continuava a parlare per mantenere l’eccitazione e lei lo assecondava “Puttanelle! Siete solo puttanelle da scopare tutto il giorno da riempire di cazzo! Questo è ciò che volete veramente per essere felici., vero? Ora sono qui per accontentarti. Sai, Ho intenzione di scoparti parecchio! Voglio consumarla questa tua fighetta morbida!”
Dagli urletti strozzati che emetteva ritmicamente in sincronia con gli affondi dell’uomo, Francesca nell’ascoltarlo perdeva sempre più il controllo di sé stessa.
Ma l’attendeva una sorpresa.
“non dirmi che vuoi venire, vero?” ha detto lui rallentando per un attimo il ritmo.
Francesca era persa già nei suoi pensieri erotici e si stava concentrando sentendo che l’orgasmo si stava formando “Non ti ho sentito. Cosa hai detto?”
“Ragazza mia, tu sei qui per lavorare, mica per divertirti!”
Era una frase detta come se fosse una delle puttane di strada di periferia alla minaccia di un protettore, ma quell’uomo non lo era. Il tono con cui lei si rivolgeva a lui era cambiato; ora le dava del ‘Tu’.
“Ti prego! Non so per quanto posso resistere. Sto per venire ma tu mi hai interrotto!”
“no, cara mia! Non puoi venire senza il mio permesso. Devo dirti io quando lo puoi avere!”
“Ti prego! Fammi venire! Ti farò tutto ciò che vuoi. Ti prego! Quel tuo cazzo è magnifico. Mi sta facendo godere tanto. Come faccio a non venire!”
Lui non l’ha ascoltata ed ha proseguito a spengere dentro fino all’utero quel cazzo notevole che sembrava non essere entrato nella figa di una donna da mesi. Non era così perché Paola era andata in ferie da poco e sicuramente avevano scopato in uno dei giorni precedenti.
L’avvocato instancabilmente si accoppiava con Francesca facendole crescere l’eccitazione fino al punto di non ritorno. Il suo corpo già era preda di leggere convulsioni e si dimenava tentando di frenare il piacere.
“Sarai per sempre la mia devota puttanella pronta a tutto?”
“Sì, sìììhhh, sì, ti prego! Sono pronta a tutto.. farò tutto ciò che mi chiedi ma fammi venire!”
“E allora vieni! Godi troia! Te lo concedo e fai presto ché voglio farti il culo”
A queste parole Francesca si è impalata infilandosi quel cazzo fino a sentirlo ogni volta dentro in profondità. Si sentiva piena e voleva che lui le venisse dentro. Non c’erano pericoli che restasse gravida avendo preso la pillola.
Dopo non molte pompate è venuta con un urlo breve seguito da un rumoroso rantolo soffocato per non farlo sentire oltre la stanza.
Incurante dell’orgasmo di Francesca, lui ha continuato a scoparla durante l’orgasmo provocandole brevi ulteriori improvvisi sussulti, poi ha sfilato il cazzo, ancora gonfio e paonazzo all’inverosimile, lucido di umori e lo ha avvicinato alla bocca della ragazza che per istinto lo ha ripulito dai suoi stessi umori vaginali e subito dopo le ha comandato di preparare alla penetrazione il culetto.
“Bagnati due dita nella figa e infilale dietro”
Pure se ancora scossa dall’orgasmo, lei eseguì prontamente non prima di averle anche insalivate per poter lubrificare meglio la rosellina sfinterica. Ha fatto poi scivolare un braccio sotto il suo corpo ed ha infilato due dita nella figa senza difficoltà fino in fondo. Quando sono ricomparse sotto lo sguardo dell’uomo erano avvolte da una patina vischiosa e biancastra.
La posizione che aveva assunto era estremamente erotica; sembrava offrirsi alla penetrazione sia della figa che del buchetto posteriore.
Poi ha messo il braccio dietro ed ha spinto le dita contro il buchino ma in quella posizione è riuscita solo a far penetrare le prime falangi.
“Ora muovile, agitale ed apri bene il buchetto che lo voglio allargare tanto!”
Francesca ha fatto del suo meglio sopportando qualche dolore provocato da lei stessa nel tentativo di forzare l’anello ad aprirsi al massimo in poche manovre che non avendole lui dato tempo di elasticizzarlo.
“Dai, il mio cazzo è già abbastanza lubrificato e non resisto!” ed ha appoggiato il cazzo allo sfintere ed ha spinto ma l’anello sfinterico non si è aperto ed ha creato acuti dolori alla ragazza. Non era ancora pronta a riceverlo.
L’uomo arretrandosi immediatamente ha pensato che non fosse abbastanza lubrificata ed allora ha messo della saliva tra le natiche ed ha puntato nuovamente il cazzo contro il buco spingendo. Anche stavolta quell’asta turgidissima ha creato dolori, forse per la posizione non corretta ma l’avvocato non si è perso d’animo ed ha spinto ancora una volta.
L’ano stavolta si è aperto facendo fare a Francesca un urletto ma di piacere.
L’uomo la teneva ferma con decisione, incurante dell’agitarsi di lei guadagnando millimetri nelle sue viscere finché lui non i è sentito comodo lì dentro.
Lei sentiva la dimensione di quel sesso in lei e la sensazione era meravigliosa. Era da tempo che non prendeva un cazzo in culo e si è rilassata per riceverlo con piacere rassegnata a subire il bel supplizio limitandosi a mugolare e sospirare.
Lui a qual punto ha capiti d’essere ormai padrone della situazione ed ha estratto il cazzo bagnandolo ancora con la sua saliva. Il cazzo così scivolava con maggiore fluidità nella rosellina violata e il piacere è tornato a crescere.
Quella massima durezza di erezione ha provocato un’ulteriore dilatazione dell’orifizio martoriato, strappando a Francesca l’ennesimo lamento ma l’uomo ha preso il suo ritmo e la chiavava implacabilmente.
“Stupendo questo culetto! Mi piacciono i culetti stretti e morbidi. Il tuo era vergine?”
“No, mio caro!”
“Ma nemmeno troppo usato! Chi è che si gode questa meraviglia? Il tuo fidanzato?”
“Qualche volta … raramente … Però …”
“Però …?”
“Lui non ha … un cazzo così grosso….!”
“Beh, ora glielo darai meglio perché è più largo. A me lo darai sempre!”
Quando me lo darai dovrai dirgli che ti fa male. Voglio essere io a godermi questo culetto così stretto. Ogni volta voglio allargartelo per bene con il mio cazzo. Poi potrai tornare a farti inculare da chi vuoi!”
Francesca sospirò sognando fin da quel momento di essere inculata ancora. Lei pensava che sono piccoli sacrifici che a volte il lavoro richiede. Sono contenta che lui mi inculi.
“Guarda, troietta che te lo chiederò molto spesso”
“Tutte le volte che vuoi”
“Ti sta piacendo?” ha chiesto lui fermandosi per godersi le contrazioni dell’anello anale “No, non mi stringere il cazzo con il culo se no vengo”
E lei si è fermata rilassando il culo che si è aperto ancora un po’ con quel mastodontico cazzo dentro continuando da sola ad impalarsi.
“E’ bello sentire nel culo un cazzo così grosso, avvocato!” mentre l’uomo ha ripreso a muoversi assestando un paio di colpi violenti che l’hanno fatta sobbalzare e poi ha incrementò il ritmo.
“Ora preparati. Sto per venire. Ti voglio sborrare nel culo!”
“Oh, sì… ti prego… vienimi dentro. Ti voglio sentire godere dentro di me. Voglio la tua sborra. Ti prego!!”
Come resistere a quell’invito dopo che era già molto arrapato ed infoiato?
C’è stata, quindi, un’accelerazione dei colpi e con un sordo rauco urlo, chinandosi verso la schiena di Francesca, è venuto ansimando spruzzando più volte la sborra nel culo della ragazza.
I due accoppiati sono rimasti così per alcuni secondi, scanditi dal respiro affannato di entrambe.
Poi Francesca, voltandosi mentre ancora teneva quel cazzo nel culo che andava ad uscire, gli ha sorriso e gli ha detto “Sei stato perfetto e mi hai chiavato alla grande. Spero sia sempre così!”.
Lui con il cazzo che si era sgonfiato si è avvicinato all’orecchio ma Francesca ha inteso che lui volesse baciarla. L’impressione era vera; lui si è avvicinato alle labbra e l’ha baciata delicatamente e, ancora col fiato grosso ha sussurrato “Grazie, Francesca”
Lentamente, spossati e soddisfatti, si sono ricomposti.
Lui prendeva i capi di vestiario e man mano li indossava, lei ha avuto il trucco disfatto e, recuperate il perizoma, ha cercato di riassettarsi il vestito alla bella e meglio. Sarebbe andata dritta in bagno a restaurare il trucco e tutto il resto.
“Mi sei piaciuto nella parte di avvocato maniaco ma sai scopare da Dio e ti dirò che se io non fossi quella bella ragazza che sono avrei creduto che fossi un gran porco. Non ho più il fisico snello di una decina di anni fa ma mi do da fare”
“Ma vuoi scherzare? Con il corpo che hai potresti tranquillamente passare per una ventenne. Credimi!”
Francesca ha sorriso per quel complimento.
“Credimi Francesca, tu farai una grande carriera con il corpo che ti ritrovi, una grande carriera, vedrai. Sei ancora molto giovane…”
“E tu ne scoperai tante altre e nessuna denigrerà quel cazzo stupendo che ti ritrovi!”
“ah! A proposito, dopo chiamo la tua collega e darò ordine per un aumento di stipendio mensile”
Subito dopo Francesca è uscita dalla stanza tirando verso il basso la minigonna andando velocemente senza farsi vedere da nessuno, in bagno.
Rimesse a posto le calze così come il reggicalze, abbandonato il perizoma che senza volerlo si era strappato, restaurato il trucco e la parte superiore dell’abitino, Francesca è tornata alla sua postazione di lavoro a rifinire il trucco con l’aiuto di uno specchietto da borsa.
O squillo del telefono la distrae dallo specchietto. Era Alberto, suo fidanzato.
“Ti ho chiamato al telefono tre volte. Dov’eri?”
“Prima ero in archivio e poi in bagno. Ti serviva qualcosa?”
Francesca ha detto una grossa bugia ma era necessario perché al capo non si può negare nulla ed ora certamente non ci saranno più scuse per defilarsi dagli incontri.
Chissà se lui scoperà ancora con Paola?
A Francesca è venuto un dubbio che rimarrà tale fino al momento in cui l’avvocato vorrà: lui vorrà scopare con tutte e due?

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