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la stazione di servizio

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la stazione di servizio
Da un po’ di anni nutro una forte passione per le situazioni strane, apparentemente innocue, normali, ma dietro le quali si celano dei retroscena hot, eccitanti a dismisura. A volte basta veramente poco, solo un pizzico di malizia e di fantasia per tramutare la quotidianità in qualcosa di altamente erotico. La mia mente è in continua ricerca dell’eros in ogni gesto, in ogni attimo della giornata. Passiamo al dunque. Secondo appuntamento con una ragazza, che aveva già capito come stuzzicare la mia fantasia; ci trovammo in una stazione di servizio. Era estate, lei mi aspettava seduta sul tavolino del bar, affianco alle pompe di benzina, che in quell’occasione era chiuso.
Andai verso di lei, aveva una minigonna con le cosce accavallate; già questo per me era un forte stimolo ed infatti senza dire una parola mi avvicinai alla sua bocca e la baciai con passione. Dopo un lungo bacio che già aveva fatto s**tenare gli animi ci salutammo con un sorriso, dopodiché lei mi invitò a seguirla vicino alle pompe di benzina, dove c’era un distributore automatico di sigarette.
Cercai invano di nascondere il bozzo nei pantaloni che non accennava a placarsi, complice lei che mentre camminava aveva alzato la gonna mostrandomi il sedere completamente scoperto, per farmi capire che era senza mutandine. Ormai eravamo in estasi, quel bacio ci aveva disinibito, tanto che una volta arrivati al distributore lei prese la mia mano e portandola a se mi baciò nuovamente facendomi sentire com’era calda e bagnata la sua micetta… il fatto di essere lì, a toccarla con la gonna sollevata, davanti alla gente che faceva rifornimento, in quel modo così sfrontato e tremendamente sexy, mi aveva talmente eccitato che la presi per mano, la riportai al tavolino del bar dove ci eravamo incontrati e ricominciai a baciarla con foga. Le mie mani frugavano il suo corpo con decisione, il respiro pesante, eravamo in preda all’estasi, la mia lingua sul suo collo e le mie mani che stringevano il seno per poi leccarlo.
Lei ansimava, quando ad un certo punto scesi giù, la mia lingua calda ora era sulle sue cosce e si spostava sempre più verso l’interno, fino a trovare il paradiso. Ebbe un sussulto, ma era già un lago e sentivo che le piaceva, leccavo la sua micia dal basso verso l’alto con movimenti veloci ma decisi, gemeva mentre piano piano mi spostai sempre più verso il suo clitoride.
Ci giocai per un po’, lo leccai a lungo mentre i suoi muscoli si contraevano e le sue mani tenevano stretto il mio viso contro di lei, fino a quando non si lasciò andare ad un forte orgasmo. Le macchine intanto facevano inversione nella stazione di servizio, alcuni ci avranno senz’altro visto, ma questo non fece altro che aumentare la nostra voglia.
Per l’ennesima volta le nostre lingue si incrociarono, in bocca avevo ancora il sapore del suo seme caldo, mentre lei mi abbassava la zip e con la mano aveva già cominciato a farmi godere. Non ci ho visto più, con forza l’alzai e facendola appoggiare con i gomiti al tavolino mi masturbai un po’ guardandola cosi, col seno scoperto, la gonna alzata ed il sedere nudo su quei tacchi alti, a 90 sul tavolino di un bar; era un’immagine da sogno per me.
Mi fiondai su di lei, con molta facilità il mio membro ormai durissimo entrò dentro di lei, non ricordo molto di quel momento, perché l’eccitazione era così tanta da farmi perdere la testa. So solo che cominciai a montarla con forza dando sfogo finalmente all’eccitazione che lei stessa aveva provocato e feci di tutto per fargliela sentire per bene.
Dopo averla fatta godere ancora, sentendola gemere mi lasciai andare anch’io ad un lungo ed intenso orgasmo masturbandomi ancora per lei e accasciandomi sulla sua schiena

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