Uncategorized

Le mie storie (99) 3ª parte

Double Penetration

Le mie storie (99) 3ª parte
Lunedì
Pasquetta. Chi vive a Napoli come me sa benissimo che è un giorno in cui rimanere in città oppure, se si vuole andare a mare, bisogna muoversi di mattina molto presto. Così fanno mio fratello e la moglie che vanno in costiera partendo verso le 7. Rimango insieme al resto della famiglia senza sapere assolutamente cosa fare. Esattamente come nei giorni precedenti, il mio risveglio coincide con il silenzio assoluto della casa; Giacomo è triste perché ha visto la zia allontanarsi da lui, Lina è indispettita dal comportamento della sorella nei suoi confronti e solo Chiara mi dà l’impressione di una che si sta divertendo davvero tanto (visto gli orari in cui ritorna). Quando dalla mia stanza sento il rumore di una porta che si apre, finalmente mi alzo per fare colazione in compagnia; sedute al tavolo della cucina, racconto a Lina dell’incredibile pomeriggio Pasquale passato insieme a Carmine nell’albergo del lungomare, lei dice di invidiarmi tanto che vorrebbe uomini così al suo fianco. Neanche a farlo apposta mentre dice queste parole si sveglia il “piccolo” Giacomo che, guardandoci parlare sorridendo, si chiede se sia lui l’argomento delle nostre chiacchiere. I suoi occhi persi nelle trasparenze delle nostre sottane, gli riportano subito il buonumore che la sera prima sembrava aver totalmente smarrito; mentre beve il latte di fronte a noi, non sa letteralmente dove guardare ma non riesce a tenere gli occhi lontano dalle nostre tette. Mi alzo per lasciarli un po’ soli e vedere cosa succede e mentre rifaccio il divano letto, sento lui chiederle se si è chiarita con la mamma, ricevendone subito una risposta tranquillizzante, come a volerlo tenere fuori dalle discussioni degli adulti. Appena sentite queste parole, si alza va dietro di lei, le mette le braccia intorno al collo e, mentre le stampa un bacio sulla guancia condito da “grazie”, senza curarsi minimamente della mia presenza a pochi metri, le infila entrambe le mani nella scollatura agguantandole entrambi i seni. Continuo ad aggiustare le lenzuola facendo finta di non guardare, ma sott’occhio vedo lei che con gli occhi chiusi reclina la testa all’indietro come a volersi godere quelle mani birichine. Il rumore del letto che si piega interrompe inevitabilmente quel momento lascivo, chiedo a Giacomo se vuole andare in bagno prima o dopo di me (essendo quello degli ospiti occupato da mamma e figlia, utilizza il mio), mi risponde di fare con comodo perché deve vedere la puntata di una serie alla televisione. Entro in camera ma volutamente non chiudo la porta del tutto, visto che ho imparato a conoscere un po’ gli uomini e dal tono della loro voce spesso si capisce facilmente cosa realmente vogliono dire. Si accomoda sul divano accende la tele e con un gesto della mano invita la zia a raggiungerlo; lei non se lo fa dire due volte e agitando l’orlo della sottana lo raggiunge sorridente. Fortunatamente lo spiraglio che mi permette di guardare, è protetto dal buio del salone, illuminato solo in lontananza dalla finestra che dà sulla penisola della cucina. Sono uno di fianco all’altro, poi lui le cinge il collo con un braccio e contemporaneamente lei gli si piega davanti sparendo dalla mia vista. Sento distintamente mio nipote ansimare mentre Lina gli sta facendo chiaramente un pompino; “ti piace?” Ripete un paio di volte a voce neanche tanto bassa, lui con voce rotta dal piacere le risponde di continuare, fino a quando lei riemerge e gli si siede sopra dandogli le spalle. “Aspetta che me lo aggiusto bene tutto dentro” dice Lina prima di iniziare a muoversi su e giù, io ormai senza più nessun pudore rimango a guardare la scena anche se sono entrambi di spalle. Dopo poco mi rendo conto che, dall’altra stanza, potrebbe uscire da un momento all’altro Chiara e trovare mamma e cugino intenti a scopare beatamente senza “quasi” nessun problema; fortunatamente essendosi ritirata quasi alle 4 di notte, l’evento è scongiurato. Le mie paure svaniscono quando sento Giacomo dire che sta per godere e lei, dopo essersi alzata, si piega davanti invitandolo a venirle nelle mani. In tutto questo sono solo le 9 del mattino ed ancora tutta la giornata deve passare. Stranamente Chiara fa capolino un’oretta dopo chiedendo alla madre di poter andare fuori con gli amici del ragazzo e tornare il giorno successivo; Lina senza fare tante storie le dà il permesso ricevendo baci e abbracci in quantità spropositata rispetto al solito. Comincio a notare che la pattuglia familiare diminuisce sempre di più, infatti siamo rimasti in 3 e non so perché ma mi sento dannatamente di troppo. Cerco conforto mandando un messaggio a Lorenzo, che probabilmente un po’ offeso per essere stato scaricato il giorno prima, non mi risponde. Ci ritroviamo nel salone io Giacomo e Lina, non so perché ma butto lì una proposta “vogliamo andare allo zoo ed all’ edenlandia?” (Purtroppo soltanto i napoletani sanno di cosa parlo), dopo un po’ di smarrimento la mia proposta viene accettata, ci mettiamo in macchina in direzione Fuorigrotta. Mentre guido mi accorgo che mio nipote, seduto dietro, sta giocando con i riccioli lunghi della zia e la cosa mi sembra del tutto naturale, tanto che gli confesso che anche a me piace essere accarezzata i capelli e mi faccio promettere lo stesso trattamento. Lina insiste per offrire i biglietti e finalmente siamo dentro al parco zoologico. vi risparmio la descrizione dei vari a****li anche perché la mia attenzione è catalizzata dai 2 “piccioncini” che pur non facendo niente di particolarmente espansivo, non fanno altro che stuzzicarsi a vicenda sfiorandosi e giocando di sguardi. Li lascio per andare a cercare una toilette e ci diamo appuntamento dalla foca. Dopo aver fatto pipì, mi avvio per raggiungerli rendendomi conto che, la nostra stessa idea l’hanno avuta in tanti; arrivata a destinazione non trovo nessuno se non due genitori con figlio, affascinato particolarmente dalle scimmiette che sono di fianco. Dopo aver aspettato qualche minuto, comincio a circumnavigare il grosso spazio che ospita foca, scimmie e dal lato nascosto l’orso bruno. Proprio mentre sto arrivando nell’ultima parte, da lontano vedo la sagoma di Giacomo evidenziata dal suo giubbino giallo e di fianco Lina appoggiata al muretto che dà sulla gabbia. Sono di spalle, da soli, non si accorgono del mio arrivo e quando sono a non più di 10 m da loro, non posso far altro che notare la mano di mio nipote infilata sotto la gonna (per palparle il culo), che, sollevata da un lato, mette in bella mostra le autoreggenti ed ancor di più il perizoma di pizzo. Faccio qualche passo indietro (volutamente) li chiamo da lontano e dopo aver visto mia cognata tirar giù la gonna come se nulla fosse, finalmente ci ricongiungiamo. Si vede benissimo dalle loro facce che la temperatura è parecchio alta dal punto di vista erotico, mi verrebbe quasi da dirgli di tornare a casa, ma proseguiamo la nostra giornata al parco divertimenti. Lo so, sono di troppo, lo dico anche tra le righe a Lina mentre Giacomo sta parlando al cellulare; le faccio capire, molto ma molto alla lontana, che so della loro intesa e che ciò non mi dà fastidio, ma lei, quasi si vergognasse, mi rassicura sul resto del tempo da passare tutti e 3 insieme. Mangiamo qualcosa, facciamo qualche giostra e verso le 5 ci mettiamo in macchina per tornare a casa. Mi faccio lasciare davanti al supermercato per fare un po’ di spesa mentre loro proseguono; ricevo la chiamata di Lorenzo e iniziamo una telefonata di chiarimento che dura un bel po’ ma che alla fine ci riappacifica. Quando faccio ritorno entro nel salone apparentemente vuoto, la porta della camera degli ospiti è aperta a metà, mi avvicino e vedo Lina stesa sul letto con le gambe aperte e mio nipote con la testa in mezzo che le sta dando piacere con la bocca; lei mi vede e sgrana gli occhi io ho la prontezza di farle uno sguardo di rassicurazione per poi accostare la porta ancora di più. Vado in camera mia, tolgo la giacca mi do una sciacquata nel bagno e mi stendo sul letto per vedere un po’ di televisione; cambio i canali ma non faccio altro che pensare a ciò che sta succedendo dall’altra parte della parete, me ne frego di ogni cosa e silenziosamente mi avvicino di nuovo alla stanza di mia cognata. Ormai sono una guardona, la cosa non mi disturba per niente, la scena è inequivocabile, lei stesa con la gonna sollevata, la camicia aperta ed i seni scoperti, Giacomo in ginocchio che la scopa velocemente con la veemenza degli adolescenti. Non mi vedono mentre io al contrario sono ipnotizzata dalla situazione, quando tutto finisce, lui sfinito le si accoccola con la testa sulle tette. Torno in camera molto colpita, forse anche un po’ eccitata, non faccio neanche in tempo ad accendere di nuovo il televisore che vedo entrare Lina che con il dito mi fa segno di stare in silenzio. Chiude la porta e dice di aver detto a Giacomo di essere andata in cucina a bere, mi chiede scusa e promette di spiegarmi tutto ma io subito sussurrando le faccio capire che non c’è problema che ne parleremo tranquillamente. Le chiedo quando posso finalmente “palesarmi”, ridendo mi chiede di uscire di casa e tornare dopo un quarto d’ora giusto il tempo per non far capire niente a lui. Armata di santa pazienza mi ritrovo sul ballatoio di casa seduta sulle scale ad aspettare, finalmente come un’attrice di vecchio corso faccio finta di bussare e poi aprire la porta, in tutto questo le buste della spesa sono ancora nel salone dove le ho lasciate al mio primo “ritorno”; mio nipote si materializza dal divano e dopo avermi salutato va a posare la roba in cucina. Finita la sceneggiata, mi ritrovo in camera a parlare con Lina che subito mi chiede di non dire niente a sua sorella, naturalmente la rassicuro e le spiego che già sapevo quello che facevano e seppur dopo un po’ di tempo, ho capito che nonostante tutto non fanno male a nessuno anzi se la cosa le porta piacere sono contenta per lei. Per la verità mia cognata mi confessa che questo rapporto un po’ i****tuoso inizialmente l’ha fatta sentire male, tanto da esser dimagrita svariati chili, poi piano piano si è come abituata alle sue attenzioni, a quelle mani birichine che sfiorando la facevano tornare indietro con il tempo fino a quando a Natale si è lasciata andare completamente. Da allora è come se si fosse liberata di un peso, non riesce neanche più a vederci qualcosa di brutto, dopo tutto (e qui comincia a sorridere) ci sono sempre state le navi scuola per i ragazzini. Le faccio presente che nonostante io abbia “accettato” la cosa, resta sempre l’enorme divario di età tra loro il che comporta differenti aspettative, anche differenti richieste magari nel futuro. Insomma cerco di farle capire di non investire tanto in questa situazione, anche perché merita un uomo che le possa stare accanto davvero in tutto per tutto. Ad ora di cena ci sediamo e Giacomo buono buono ci fa da cameriere, dopodiché si posiziona in mezzo al divano tra me e Lina pronti a vedere un film. Ne approfitto per chiedergli di accarezzarmi i capelli come aveva fatto in macchina all’altra zia, obbedisce senza battere ciglio ma inizialmente non mi accorgo che mentre la sua mano sinistra gioca con i miei riccioli, l’altra è intenta ad esplorare zone ben più nascoste e non del mio corpo. Me ne rendo conto quando per un attimo mi stacco dallo schienale (piuttosto scomodo) e piegandomi in avanti vedo Lina con le gambe aperte ed il braccio di Giacomo in mezzo che le accarezza. Colta da un senso di gelosia ed anche di inadeguatezza, con la scusa della stanchezza saluto la compagnia e mi avvio in cucina a prendere l’acqua per la notte, intanto mia cognata riceve la chiamata della figlia e mentre le parla al cellulare vicino alla finestra (unico posto dove c’è campo), dietro arriva il nipotino che senza preoccuparsi minimamente della mia presenza (avrà pensato che fossi già in camera), le piazza entrambe le mani sul culo ed incomincia a palpeggiarlo con lei che dopo uno sguardo d’intesa lo lascia fare tranquillamente. La nottata è solo all’inizio, appena uscita dal bagno pronta ad infilarmi sotto le lenzuola, sento dal salone le loro voci mischiarsi tra risate e sussurri; naturalmente non ci penso due volte e mi accosto dietro la porta in tempo per vederli “litigare”, lei con un seno completamente fuori dalla sottana e lui con il pigiama abbassato a metà del sedere l’uccello all’aria. Giacomo la blocca da dietro, la abbraccia in vita e, dopo averla spinta nuovamente vicino alla finestra, inizia a strusciarsi con il coso sul sedere. Oramai le loro nudità non mi fanno più alcun effetto, neanche quando lei, dopo averlo lasciato “sfogare” un po’, si solleva la sottana fin sopra il perizoma e, spostato il filo in mezzo, lo prende in mano e se lo accomoda dentro. Cominciano a scopar in piedi, io li guardo e poco dopo, ricevuta una telefonata da Lorenzo, regalo lo spettacolo anche a lui, mettendoli in diretta video sul cellulare. Passano un paio di minuti, lei si gira e con la mano lo aiuta a venire sul pavimento ; fortunatamente gli sussurra di andare a prendere la carta per pulire mentre lei prepara il divano letto. Quando credo che si stiano per salutare, Lina disfa con la mano le lenzuola e poi lo tira fino a sparire con lui in camera. Intanto la telefonata ha preso una piega del tutto inaspettata, infatti appena mi focalizzo sullo schermo del telefonino, invece di trovare la faccia di Lorenzo, vedo in primo piano il suo grosso uccello in erezione mentre la sua voce dall’esterno mi chiede di fare l’amore virtualmente. Non faccio una cosa del genere da più di vent’anni, da quando mi divertivo in una chat a farmi guidare da un amico in giochetti più o meno divertenti; assecondo la sua proposta, mi metto a letto e dopo essermi spogliata completamente comincio a fare ciò che mi chiede e viceversa. Mi ritrovo ad infilarmi nella fica il deodorante che lui nota appoggiato sul mio comodino, è un po’ freddo ma entra dentro che è un vero piacere; le dita prendono il comando delle operazioni e mentre cominciano a farmi bagnare, vedo la sua mano “segare” l’uccello sempre più velocemente fin quando non esplode come vulcano. Chiudo gli occhi, ascolto la sua voce indirizzare i miei movimenti ed invitarmi ad infilare prima due poi tre dita dentro, il piacere sale velocemente, stringo le cosce con la mano dentro e godo anche io mentre nel frattempo dall’altra stanza arrivano rumori inequivocabili. Dopo aver salutato Lorenzo, vado in bagno a sciacquarmi ancora tutta rossa di piacere, poi, come attratta dalla calamità della curiosità, esco dalla mia camera per andare a vedere cosa succede nell’altra stanza e come ormai mi aspetto tranquillamente, lo spiraglio mi regala la solita situazione piccante, con mia cognata intenta a fare un pompino al nipote che, con mia somma rabbia le accarezza i capelli accompagnando i suoi movimenti. La luce del comodino mi fa rendere conto di quanto il giovane Giacomo sia ben dotato (altra parte anche mio fratello non è messo male), il suo membro si erge duro mentre lei ci gioca con la lingua e la luce ne evidenza i contorni. Ritorno a letto e prendo sonno accompagnata da loro divertimento. Quando mi risveglio il giorno dopo, devo andare al lavoro seppur solo per poco, indosso il tailleur ed entrata nel salone trovo mio nipote letteralmente spiaggiato sul letto con indosso la sola maglietta e il resto (compreso l’uccello) completamente all’aria aperta. Ma questo è un altro giorno…

Bir cevap yazın

E-posta hesabınız yayımlanmayacak. Gerekli alanlar * ile işaretlenmişlerdir

antep escort izmir escort tuzla escort