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Quell’estate… – Capitolo 1

Big Tits

Quell’estate… – Capitolo 1
Capitolo 1 – Danny

Tutto era cominciato il giorno prima, quel giorno vidi l’uccello di Matt per la prima volta. A proposito, Matt era il mio miglior amico, o almeno era stato il mio miglior amico fino a quel pomeriggio. Non ne ero più così sicuro, scoprii di essere gay e lui era etero.
Ora comprendo che ero innamorato di Matt. Lui era di origine tedesca o scandinava o
qualche cosa del genere ed era veramente cool. Ero sempre stato affascinato dalle sue piccole manie come quella di spostarsi i capelli castano scuro dagli occhi ogni due secondi. Aveva occhi marroni e trasognati ed un sedere perfettamente rotondo. Ricordo come glielo guardavo quando lui non se ne accorgeva, con il desiderio di riuscire a vederlo nudo.
Non chiedetemi come è possibile desiderare il corpo del mio miglior amico, fantasticare di vederlo nudo e non comprende di essere gay. Non lo so spiegare.
Il fratello maggiore di Matt, Rudy, era con noi quel giorno e c’era anche Tim, il suo miglior amico. Rudy e Tim erano veramente belli. Ora mi rendo conto del perché mi sentivo così teso quando ero con loro. Io pensavo fosse perché facevano gli stupidi e facevano scherzi, qualche volta a mie spese. Tim era alto almeno un metro e ottanta, magro ma muscoloso, capelli biondi corti. Rudy è un po’ più basso, capelli castano scuro, occhi marroni, un bel sedere come suo fratello e belle guance rosee. Il loro modo preferito di rompere l’anima a noi più giovani, era il raccontarci storie orribili su cosa ci sarebbe successo come iniziazione al primo anno di liceo. A loro piaceva spaventarci con tutte le cose orribili che quelli delle classi superiori avrebbero fatto a Matt e me all’inizio dalla scuola in autunno. Ci dicevano che come matricole avremmo dovuto fare qualunque cosa ci fosse comandato, come metterci sospensori sporchi al collo e indossare mutandine di ragazza a scuola.
Comunque noi quattro stavamo aspettando il nostro turno per iniziare la partita di golf. Matt era seduto su di una panca tra Rudy e Tim, i tre occupavano tutta la panchina mentre io ero seduto sull’erba davanti a loro cercando di tenere la bocca chiusa per non dire qualche cosa di stupido ed essere oggetto degli scherzi di Tim. Fu allora che visi l’uccello di Matt. I suoi pantaloncini erano larghi e mi davano una visione perfetta del suo uccello molle e delle palle pendenti. Il suo pene sembrava molto più grosso del mio, cosa un po’ deprimente dato che avevamo la stessa età.
Il suo uccello era là, era chiaro come il giorno ed io continuavo a guardarlo anche se avevo paura che qualcuno se ne accorgesse, sarebbe stato molto imbarazzante. Il mio pene ora stava spingendo contro le mie mutande ed ero completamente affascinato, tanto da dimenticarmi completamente degli agli altri ragazzi. Fu un grande errore, perché Tim, che poteva essere un grande stronzo quando lo voleva, doveva essersi accorto di cosa stavo guardando.
Poi mi accorsi che era venuto a sedersi di fianco a me sull’erba. Si chinò e mi bisbigliò in un orecchio: “Cosa stai guardando Danny?” E mi guardava con un lieve sorriso furbesco, guardò l’inguine di Matt e poi tornò a guardare me. Matt e Rudy erano troppo occupati a raccontarsi stronzate per accorgersi di noi.
Io diventai rosso, le orecchie mi bruciavano: “Uh, nulla.” Dissi.
Lui sorrise maliziosamente e bisbigliò: “Checca.” Pensai che io sarei morto per l’imbarazzo.
Il resto del pomeriggio fu intenso. Essere chiamato checca da uno stronzo diciottenne era piuttosto intenso in modo negativo, ma pensare al cazzo di Matt me lo fece restare duro per l’intera partita. E questo era piuttosto intenso in modo positivo. Tim mi lasciò fondamentalmente in pace a parte toccarsi di quando in quando l’inguine e sillabare la parola “Checca” o scuotendo la testa disgustato o allargando le gambe e tentando di attirare il mio sguardo. Io avevo paura che Matt o Rudy si accorgessero dell’espressione di Tim e nonostante fossi spaventato l’erezione non mi lasciò per tutto il giorno.
Tim non me lo rinfacciava continuamente, per la maggior parte del pomeriggio fu troppo occupato a vantarsi sulle sue conquiste sessuali per darmi fastidio. Ma ad essere onesto le sue vanterie contribuirono alla mia erezione permanente. “Lei vorrebbe succhiarmi il cazzo” Disse parlando della sua ragazza: “ma è così grosso che non riesce a prenderlo completamente in gola.”
“Lo ingoia quando sborri?” Chiese Matt.
“Dannazione sì! Io le dico che deve essere brava con me. Lei sa che la inculerò se non ingoia.” E si afferrò l’inguine per enfatizzare la cosa.
I ragazzi più anziani stavano ancora parlando di pompini e ragazze quando arrivammo alla diciottesima buco. “La mia ragazza non me lo succhia.” Disse Rudy mentre colpiva leggermente la pallina: “Così qualche volta lo lascio fare a Giacomo.”
“Vuoi dire il Giacomo che suona il flauto nella banda della scuola?” Chiese Matt.
“Indovinato!” Disse Tim: “Lui suona anche il flauto a pelle!”
“Vuoi dire che ti succhia il cazzo come la tua ragazza?” Chiese ancora Matt.
“Proprio come la mia ragazza, ma meglio!” Disse Tim. ”Devo ammettere che è un succhiacazzi nato.”
“Si può dire che gli piace veramente!” Aggiunse Rudy. “Fa gola profonda.”
Non ero sicuro di sapere cosa intendesse per gola profonda, ma tutto quel discorso su cazzi succhiati mi stava facendo diventare super eccitato. Mi immaginavo mentre succhiavo quei tre, uno alla volta, nonostante non avessi mai pensato precedentemente di compiere quel atto sessuale e l’idea di mettere l’uccello di un altro ragazzo in bocca, non mi piaceva.
Finalmente finimmo la partita e tornammo a casa. Rudy guidava e lasciò Tim a casa sua prima di arrivare a casa di Matt e Rudy. Quest’ultimo corse a fare una doccia, avendo un appuntamento con la sua ragazza. Matt mi invitò ad entrare per prendere qualche cosa da bere mentre aspettavamo che suo fratello mi desse un passaggio fino a casa mia mentre andava a prendere Monica, quindi prendemmo una gazzosa ed andammo in camera di Matt, dove ci sdraiammo fianco a fianco sul suo letto.
“Dio, come mi pacerebbe avere una ragazza come Tim, sai, per farmi succhiare l’uccello!” Disse Matt.
“Sì, anch’io.” Mentii. Stare vicino a Matt su quel letto spediva onde di eccitazione per tutto il mio corpo come piccole scosse elettriche. Eravamo così vicini che potevo sentire il suo odore. Sentivo il suo calore del suo corpo.
Lui chiese: “Ti ricordi quando sei andato a pisciare mentre eravamo alla buca nove? Mentre te n’eri andato Tim ci ha detto che avevi guardato il mio uccello.” Io ero completamente scioccato, lui si sfilò la camicia e calciò via i pantaloncini. Il cazzo comparve quando si tirò giù le mutande. Incrociò le gambe ed il suo uccello si dimenò su di un fianco. Quel ragazzo lo conoscevo da anni e non l’avevo mai visto nudo. Fece una pausa per darmi l’opportunità di difendermi, ma dalla mia bocca non uscì nulla. Penso che le mie mascelle fossero inchiodate.
“Sono contento che non abbia tentato di negarlo.” Il tono della voce di Matt accondiscendente: “Detto tra di noi, mi ero accorto anch’io che mi stavi guardando l’uccello, ma la cosa non mi infastidiva. Era evidente. Stavi praticamente sbavando; quasi come stai facendo ora.”
“Vuoi dire che non sei incazzato?”
“Perché dovrei esserlo? Sei una checca. Quindi? Va tutto bene. Se ti eccita, ok.”
Saltò dal letto e venne dalla mia parte, il pene che si dimenava fra le sue cosce abbronzate. Si fermò sopra di me. Il suo cazzo semi duro inarcato verso il basso a pochi centimetri dalle mie labbra: “Danny, mio fratello finirà di fare la doccia fra poco, quindi non sprechiamo tempo. So che vuoi succhiarmi il cazzo e le storie di Tim mi hanno eccitato.”
Io ero confuso: “Ma non l’ho mai fatto!”
“Va tutto bene, Danny. Mettitelo in bocca.”
Subito dopo il suo pene era nella mia bocca. In quel momento divenni ufficialmente un succhia cazzi.
“Che bello!” Disse. Dapprima tentò di essere rilassato, strofinando lentamente il cazzo fra le mie labbra e lasciandolo appoggiato alla lingua. Non mi ci volle molto per iniziare a succhiarglielo. Pensavo che sarei stato disgustato da quello che stavo facendo e dapprima il gusto del suo pene mi diede fastidio, ma poi mi abituai e cominciò anche a piacermi. Ero in questa situazione quando Matt mi spinse sul pavimento senza estrarre l’uccello dalla mia bocca.
“Succhialo!” Disse. Nel calore del momento mi dimenticai completamente di quanto mi stavo degradando mettendomi in bocca il cazzo di un ragazzo. L’odore, il gusto, il tocco del pene di Matt nella mia bocca mi fece diventare di pietra l’uccello. Non potevo credere che stavo davvero succhiando il cazzo del mio miglior amico.
Mi sembrava che stesse per sparare. Non ci vuole molto ad un sedicenne per venire, fortunatamente per me perché non penso che la mia tecnica fosse molto buona. Lo spinse nella mia gola, facendomi soffocare. Io mi strofinavo attraverso i pantaloncini. Questo mi fece eiaculare.
“Sto per sparare!” Mi avvisò Matt. Io continuai a succhiare spudoratamente. “Sto per sborrarti in bocca.” Lo tirò indietro in modo che solo la cappella rimanesse nella mia bocca mentre assaggiavo il mio primo sprizzo di sperma poi un altro. Lui lo estrasse dalla mia bocca.
Lo sperma stava ancora colando dalla fessura quando lo estrasse, ne avevo in bocca ed un po’ ne gocciolava fuori dall’angolo.
“L’hai ingoiato?”
Io accennai col capo e pulii la sborra che mi rigava la faccia.
“È stato veramente bello!” Disse: “Sei veramente un bravo, uh, succhia cazzi.”
Ero imbarazzando dal fatto di essere chiamato così, ma allo stesso tempo mi piaceva veramente.
Poi mi pentii di quanto avevo fatto. Cosa avrebbe detto Matt di me? Cosa sarebbe successo se a scuola avessero scoperto che era una ‘checca’. E se l’avessero scoperto mamma e papà? “Non capisco cos’è successo!” Dissi: “Non ho mai pensato di farlo con un ragazzo prima di oggi.” Era quello che pensai di dover dire perché Matt pensasse che fossi un po’ meno checca, come se ci fossero gradi di omossessualità.
E in quel momento vedemmo il fratello di Matt sulla porta.

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